Itinerari in Sabina
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I Sabini

Gli storici latini e greci riconoscevano ai Sabini il controllo della media valle del Tevere e di quella del Velino: la loro città principale era Cures. È sicuramente in queste zone interne che si riconoscono le più antiche attestazioni archeologiche riferibili ai Sabini del Lazio. Si tratta del ripostiglio di Piediluco, del IX secolo a.c. ma che contiene oggetti del II millennio a.C. Si ricordano resti di arredi in bronzo di produzione egea, che sono giunti così all'interno grazie all' asse di transito con la costa tirrenica, costituita dalla valle del Tevere e dai suoi affluenti di sinistra. È lo stesso asse che in epoca storica sarà materializzato nella via Salaria.

Dei Sabini la tradizione romana ricorda la presenza nella fase romulea della città: il ratto delle fanciulle, la guerra, il duello con Tito Tazio, la convivenza finale. Sono tutti segni di una attività strutturata di questo popolo fino alla bassa valle del Tevere.

Importanti documentazioni archeologiche, provenienti da zone poste più a monte, risalgono al VII ed al VI secolo a.c.. Se ne ricava il quadro di una società organizzata in maniera gerarchica, nella quale i personaggi dominanti manifestavano la loro attività militare e si circondavano di prodotti derivati dalla cultura orientalizzante etrusca.

Disponiamo di scarse informazioni a proposito dei rispettivi centri abitati i quali tuttavia sembra avessero, fin dall'inizio del VI secolo a.C., i principali edifici decorati da terrecotte architettoniche.

Fortunati ritrovamenti ci permettono di conoscere meglio la lingua e la scrittura dei Sabini. Quest'ultima è adattata da quella etrusca meridionale, mentre la lingua mostra indubbia e stretta parentela con quella adoperata sul versante adriatico è testimoniata per la prima volta dall'iscrizione apposta sulla statua di guerriero ritrovata a Capestrano. Se ne deduce che anche i Sabini del Tevere appartenevano allo stesso ceppo etnico dei Sanniti appenninici ed adriatici, mentre la loro cultura materia ha risentito della maggiore vicinanza a quella etrusca, più avanzata e dinamica.

 

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