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Castel
Sant'Elia
Il paese di Castel Sant'Elia
si trova in posizione strategica, su uno sperone tufaceo che domina
la bellissima valle Suppentonia. La chiesa parrocchiale conserva
le reliquie di Sant'Anastasio
e San Nonnoso. Dal convento dei frati francescani di San Michele
Arcangelo si scende, lungo un cunicolo di 144 gradini scavati nella
roccia in 14 anni di lavoro dall'eremita Rodio alla fine del Settecento,
al santuario di Maria Santissima ad Rupes dove si venera l'immagine
della Vergine, opera pittorica del XVI secolo.
Attraverso
un viottolo si raggiunge il fondo valle, dove si trova la suggestiva
Basilica di Sant'Elia. Innalzata nell'VIII secolo su un precedente
cenobio benedettino, la basilica fu ricostruita nell'XI secolo e
restaurata nel XIX secolo. I motivi architettonici di origine lombarda
si innestano sugli schemi tradizionali delle basiliche paleocristiane
che sopravvivono nell'architettura del Lazio e ne costituiscono
con i moduli bizantini una caratteristica peculiare. La semplice
facciata a tre portali presenta eleganti decorazioni nelle lunette
laterali. L'interno a tre navate, con tetto a capriate, è diviso
da colonne sormontate da ricchi capitelli provenienti da antichi
edifici; nella navata centrale e nel transetto si ammirano i resti
del pavimento cosmatesco.
Notevole
il pergamo, risalente al pontificato di Gregorio IV e ricomposto
nel XII secolo con resti di recinzioni presbiteriali dell'VIII-IX
secolo. Sull'altare maggiore è collocato un elegante ciborio. Nell'abside
e nei transetti si trovano dei pregevoli affreschi bizantineggianti
della fine dell'XI secolo attribuiti ai fratelli romani Giovanni,
Stefano ed al nipote Nicolò.
Nel catino
delll'absideè raffigurato Cristo fiancheggiato dagli apostoli
Pietro e Paolo e il profeta Elia; al centro dodici agnelli simboleggianti
gli apostoli; in basso Arcangeli e Sante; nel transetto: vecchi
barbuti dell'Apocalisse, atti relativi alla morte e alle esequie
di Sant'Anastasio e scene tratte dall'Apocalisse di San Giovanni.
La cripta accoglie le tombe dei santi Anastasio e Nonnoso.
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