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Il
territorio dei Falisci
I Falisci erano un popolo
dell'Italia antica di ceppo linguistico differente a quello degli
Etruschi, con una entità etnica diversa da questi ultimi, nonostante
in alcuni periodi della sua storia si notino dei chiari contatti
con la cultura etrusca.
Il vasto territorio, compreso
fra la media valle del Tevere e i monti Cimini e Sabatini, era conosciuto
dai Romani come Ager Falisco, aveva in Falerii (l’odierna
Civita Castellana) il suo centro egemone. In epoca romana il territorio
falisco venne attraversato dalla via Amerina, che si distaccava
dalla Cassia e giungeva sino ad Amelia.
Fonti latine ci raccontano
che la città fu fondata da Halesus figlio di Agamennone,
fuggito da Micene ed approdato in questa parte interna del Lazio
dopo aver risalito il Tevere. Prescindendo dalla mitologia sappiamo,
da ritrovamenti archeologici, come la rupe di Falerii fu abitata
fin da tempi antichissimi. Luogo ideale per stabilirsi, è una fortezza
naturale al centro di una regione fertile, ricca di cacciagione
e di acque. La ricchezza del territorio ha significato ricchezza
per i suoi abitanti durante tutto il corso della storia, fino ai
nostri giorni, in un'alternanza di periodi gloriosi e altri meno
fortunati.
I centri principali del
territorio falisco erano Vignanello, Corchiano, Falerii, Sutri,
Nepi, Capena e Narce. Le cittadine di Sutri e Nepi erano poste in
un'area di confine tra il territorio etrusco e quello falisco e
la loro posizione ha talmente influenzato l'arte e le usanze della
popolazione di queste due località da rendere difficile la definizione
di appartenenza ad una cultura piuttosto che all'altra.
Tra i borghi più interessanti
del territorio falisco bisogna segnalare Castel Sant'Elia, arrocato
su uno sperone tufaceo dove, fin dall'alto medievo, si rifugiavano
i monaci eremiti.
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