La cività Etrusca
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Tarquinia

Tarquinia, dopo la caduta di Veio, fu uno dei centri più importanti della civiltà etrusca e conserva ancora oggi numerosi e interessantissimi resti archeologici. La città attuale è ricca di monumenti medievali come la chiesa di S. Pancrazio, S. Maria di Castello, S.Francesco e S.Martino, il Palazzo Comunale e il palazzo Vitelleschi, sede del noto Museo nazionale tarquinese.

La tradizione antica greca e latina riporta che Tarquinia fu tra le città etrusche il più importante centro civile e religioso. La sua fondazione sarebbe dovuta a Tarconte, figlio o fratello di quel Tirreno che guidò gli Etruschi sulla costa italica dall'originaria Lidia. Tarconte diffuse tra le sue genti i misteri della scienza aruspicina, insegnatigli dal saggio Tagete.

Musici e danzatrici dalla Tomba del Triclinio

La città etrusca sorgeva su un ampio ripiano detto Pian di Civita, a est dell'abitato moderno, su un precedente insediamento villanoviano (secc. X - VIII a.C.) testimoniato dalle necropoli di Poggio Selciatello e Poggio dell'Impiccato. La città raggiunse il massimo della potenza nel sec. VII a.C., dominando Roma e influenzandone i costumi. Cominciò a decadere verso la fine del sec. VI a.C. per l'accresciuta potenza di Roma e per lo smacco subito dalle città dell'Etruria marittima con la sconfitta del 474 a.C., nelle acque di Cuma, a opera della flotta siracusana. All'inizio del sec. IV a.C. Tarquinia tornò a essere una potente città; ma dalla metà del secolo dovette lottare con Roma, nella cui orbita dovette adattarsi a entrare nel 311 a.C. Nel 90 a.C. ottenne la cittadinanza romana diventando un Municipium.

Gli scavi a Pian della Civita hanno messo in luce, oltre ai resti delle mura di cinta dei secoli IV-III a.C., edifici dello stesso periodo. Sul lato ovest è stata scavata la cosiddetta Ara della Regina, un edificio sacro di cui restano le fondamenta rettangolari. Proviene dalla stessa zona il famoso bassorilievo fittile con due cavalli alati, ora al Museo archeologico di Tarquinia, una delle più belle opere del periodo.

La più importante necropoli di Tarquinia è quella di Monterozzi. Comprende tombe a fossa e a camera che vanno dal sec. VII a.C. al periodo romano. Sono scavate nella roccia e hanno un corridoio di ingresso. Quelle più antiche hanno dimensioni modeste, mentre quelle successive al sec. IV d.C. sono più vaste e a più vani. Ma il più importante requisito di Tarquinia sono le pitture parietali delle tombe a camera, che esemplificano l'evoluzione dello stile e dei motivi dell'arte etrusca dal sec. VI a.C. in poi. Troviamo in queste splendide pitture scene di caccia e di pesca, gare atletiche, danze e banchetti e scene di momenti felici della vita quotidiana, che fanno immaginare la vita dei morti simile a quella appena trascorsa, piena cioè di vitalità e serenità. Tra le più famose pitture si ricordano quelle della tomba dei Tori (la più antica) con un soggetto mitologico greco, quelle della tomba del Cacciatore, dove l'artista ha creato un inconsueto padiglione di caccia, la tomba degli Auguri con gare sportive e i due famosi sacerdoti ai lati di una porta dipinta; e poi la tomba della Caccia e della Pesca, quelle delle Olimpiadi, delle Leonesse, delle Bighe, del Triclinio. Sono infine da ricordare le più tarde e più cupe tomba dell'Orco e tomba del Tifone.

Provincia di Viterbo, da cui dista 42 Km. Chiamata fino al 1872 Corneto, è situata su un colle lungo la via Aurelia, a 133 m. slm

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