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Pyrgi (Santa Severa)

L' antico porto etrusco di Pyrgi appartiene alla categoria dei "porti emporia" del VI e V sec. a.C., adatti a ricevere il traffico internazionale. Questo tipo di porti, pur utilizzando aree lagunari costiere, erano muniti di robuste mura portuali di difesa, erette a proteggere gli impianti portuali da navi e armati nemici.

Santa Severa, il CastelloAccurate ricerche compiute negli anni Ottanta dalla Sezione Archeologica Marittima del GAR, hanno permesso di individuare i resti della struttura portuale di Pyrgi, sulla base di analoghi complessi ritrovati lungo la costa tirrenica. L'interramento naturale del bacino portuale, in particolare, avrebbe proceduto al ritmo di 20 cm a secolo; il che, in circa 24 secoli, giustificherebbe la scomparsa dello stesso bacino, con una differenza, rispetto all'antico livello, di ben 4 metri. Accanto al porto di Pyrgi sorgevano le abitazioni etrusche; per esse non si hanno però notizie sufficienti a illustrare l'area urbana che doveva essere ubicata tra il castrum, sorto successivamente per opera dei romani, e l'antica area templare. Quest'ultima era costituita da almeno due templi, di cui è stato possibile ricostruire i modelli.

Il traffico marittimo che faceva di Pyrgi il più grande porto del Mediterraneo dava luogo a scambi commerciali che, per la parte finanziaria, si svolgevano in apposito edificio, formato da venti cellette, che hanno dato luogo a varie interpretazioni: la più probabile è che li venivano depositati valori in denaro, oreficeria, minerali, racchiusi in recipienti di varia natura. Il tutto all'insegna della sacralità del luogo che garantiva la correttezza delle operazioni commerciali, adeguatamente coperte dal punto di vista finanziario, con le modalità in uso a quei tempi. Pyrgi inoltre era collegata a Caere con una strada larga circa undici metri, percorribile nei due sensi e con apposite sedi per i pedoni e le cavalcature. La via, oltreché di collegamento commerciale aveva carattere sacrale, non solo per il congiungimento viario di Caere con l'area templare di Pyrgi, ma per la presenza, lungo il percorso, di altre memorie tra cui il tempio extra-urbano, in località Montetosto.

I romani fecero sentire ben presto la loro presenza nell'area pirgense. Dopo aver occupato Caere, riconoscendola come municipio fin dal 359 a.C., utilizzarono il complesso commerciale animato da Pyrgi; questa località venne, in seguito riconosciuta come semplice colonia. Per il loro insediamento i romani occuparono una parte di quella che era stata l'area urbana etrusca, colmata poi di terra, dando al loro castrum la caratterostica forma rettangolare. Naturalmente continuarono ad essere utilizzati dai romani gli impianti portuali etruschi con l'aggiunta, nel I sec. a.c. di due piattaforme esterne alla costa.

All'epoca delle persecuzioni contro i cristiani, alla fine del IV sec., si ha l'attestazione della fede cristiana nel centro pirgense, con il martirio nel 298 di Santa Severa, del padre Massimo "nobile capitano di mille soldati" e dei fratelli Calendio e Marco. Da allora il luogo comincia ad essere caratterizzato dal nome e dal culto della Santa, ma solo assai più tardi, intorno al Mille, se ne hanno notizie certe trasmesse fino a noi con le due chiesette dedicate alla Santa ed erette nel cortile del Castello presso l' antico ingresso.

Con le invasioni barbariche le opere edilizie della città romana si erano andate dissolvendo per dar luogo a costruzioni fortificate, specie sul mare, nel luogo stesso dove un tempo era sorto il castrum romano, e utilizzandone i resti. Arriviamo così, per tappe successive, all'attuale configurazione del Castello di Santa Severa: la torre cilindrica di vedetta e difesa, intorno al Mille, alla quale poi assai più tardi venne affiancato il Castello vero e proprio, intorno al 1500. Il tutto è ora racchiuso nella triplice cinta di mura di cui la più esterna risale al 1700.

La storia più recente del complesso vede il passaggio, negli anni Sessanta del '900, da centro agricolo a borgo residenziale, attraverso i rimaneggiamenti compiuti dall'Ospedale del Santo Spirito, con la conseguente assegnazione delle costruzioni rese abitabili, a famiglie. Solo negli anni Ottanta il complesso costituito dal Castello, dal borgo e dalle annesse tenute agricole, è passato, in virtù della legge di Riforma sanitaria, al Comune di Santa Marinella.

L'antica Pyrgi è oggi identificabile con la moderna stazione balneare di Santa Severa, in provincia di Roma, da cui dista circa 53 chilometri.

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