La cività Etrusca
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Cerveteri

Vastissimo era il territorio dell'antica Caere. Si componeva, infatti, di numerosi abitati distribuiti in un arco costiero lungo più di 70 chilometri da Fregenae al Mignone, a nord di Civitavecchia, mentre nell'entroterra si estendeva dai Monti della Tolfa al lago di Bracciano sino a comprendere alcuni settori della bassa valle del Tevere.

Cerveteri, Tomba a Tumulo  © Gruppo Tages

L'emergere della metropoli nel corso del VII sec. a.C. vede il formarsi di alcuni "oppida", ovvero centri con la funzione di difesa, sia da parte di terra che di mare, soprattutto nei confronti di Veio, che rappresentava un pericolo per la sicurezza di Caere. I secoli successivi, VI e V a.C. riflettono anche per l'hinterland ceretano il momento di crisi attraversato dalla metropoli. Con il IV a.C. la posizione di sudditanza dei numerosi abitati del territorio, rispetto a Caere, è attestato dalla modestia architettonica delle strutture tombali e dei relativi corredi, che costituiscono le sole testimonianze rimaste. D'altra parte nel 351 a.C. l'abbandono della lega etrusca, formata da 12 città della confederazione ionica di Asia Minore, fruttò alla città una parvenza di autonomia ed il risparmio dall' assedio e sottomissione da parte di Roma. Con il 273 a.C., anno della fondazione di Cosa, Roma sottrasse a Caere la fascia costiera per dedurvi colonie in posizione strategica; vengono pertanto istituite, tra le altre, Pyrgi, già porto etrusco, presumibilmente tra il 264 ed il 245 a.C. Castrum Novum, presumibilmente del 264 a.C., ed Alsium del 247 a.C.

Il territorio di queste tre colonie, che rappresentavano scali importanti per lo svolgimento di tutta una serie di commerci e traffici marittimi, non aveva confini circoscritti, nel caso specifico di Castrum Novum doveva comprendere tutta la fascia costiera sino al Marangone e le alture alle spalle dell'odierna Santa Marinella; per quanto concerne Pyrgi il restante della fascia costiera a nord ed il tratto posto alle propaggini di Caere (l'attuale Cerenova), mentre verso l'interno alle zone di Pian Sultano, Monte S. Ansino, Monte Bischero, Sassetara e Pian Carlotta; per Alsium, sito non ancora localizzato ma probabilmente nei dintorni dell'attuale Palo, si presume una estensione tra l'attuale fosso Tre Denari e Ladispoli sino alle prime alture dell'entroterra, tra le quali l'odierna Monteroni.

La difesa costiera era di prima importanza per Roma e, per tale motivo, queste colonie marittime raggiunsero subito una discreta floridezza. Si sviluppa anche l'attività agricola che, soprattutto per le zone dell'entroterra, fu appannaggio prima dei coloni contadini di origine romana, poi, con l'introduzione del latifondo, della manodopera servile. Tale impiego degli schiavi, introdotto soprattutto con le guerre annibaliche, portò ad una situazione di estremo malcontento e sfociò in una rivolta servile, sedata nel 196 a.C. da M. Acilio Glabrione, nella quale andavano mescolandosi la scontentezza dei contadini etruschi e forse intenti antiromani.

Dagli studi del territorio emerge che già a partire dalla metà del II sec. a.C., soprattutto a nord dell'attuale Civitavecchia, sorsero numerose ville rustiche, a vocazione agricola. Alla fine della Repubblica forse ci fu una seconda deduzione di Castrum Novum probabilmente per la necessità di ripopolamento di un centro ormai spopolato, o come atto di omaggio a Giulio Cesare per qualche provvedimento benefico a favore della colonia.

A cavallo tra la fine della Repubblica e gli inizi dell'età imperiale le ville marittime, delle quali sono rimaste due esempi cospicui in località Grottacce e sotto il Castello Odescalchi, si arricchirono di peschiere a mare, destinate all'allevamento del pesce, per rifornire i mercati romani. Analoghi mutamenti si riscontrano anche nelle ville rustiche dell'entroterra che prevedono con la villa padronale anche la pars rustica destinata alla manodopera servile.

Ad un periodo di grande fulgore, tra il I ed II sec. d.C., segue nella prima metà del II sec. d.C. un momento di flessione, determinato dalla costruzione del porto di Traiano, a Civitavecchia, che soppianta i porti delle tre colonie, ormai destinati ad un'attività legata ai commerci locali e all'approvvigionamento delle navi che rifornivano gli eserciti o all' esportazione dei prodotti gallici in Italia. L'evidenza archeologica attesta una continuità di vita sino almeno ai primi anni del V sec. d.C., probabilmente in coincidenza dell'invasione gotica del 408 d.C. che significò per tutto il litorale, come per l'entroterra ed i territori collegati con la Cassia e la Flaminia, totale distruzione ed impraticabilità.

Cerveteri è in provincia di Roma, da cui dista circa 43 chilometri. Percorsa la via Aurelia da Roma e superato il Fosso Vaccina si lascia la Statale e si segue a destra una strada per circa 3,5 chilometri.

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