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Monterano
I primi insediamenti abitativi nell'area
oggi occupata dall'abitato di Monterano, risalgono ad epoca preistorica,
come è testimoniato da ritrovamenti dell'Età della pietra e da caverne
artificiali quasi sicuramente usate come sepolcri in età precedente
a quella etrusca. Nel VII secolo si insediarono sulla piana di Monterano
popolazioni etrusche che dettero vita ad un fiorente centro collegato
con importanti centri etruschi. Nella valle del Mignone e del Bilione
sono state ritrovate numerose tombe a camera, mentre sul colle della
Bandita è stato scoperto il sepolcreto più interessante della zona.
A questa fase storica il nome di Monterano, derivato dalla dea etrusca
Manturna, che venne latinizzato in Manturanum e quindi, in epoca
medioevale Monterano. Quando Caere venne conquistata da Roma, intorno
alla metà del IV secolo a.C., la stessa sorte toccò a tutti i centri
sotto la sua giurisdizione e per Monterano iniziò un periodo di
decadenza. Mentre rifiorivano alcuni villaggi vicini, andava assumendo
importanza il centro di Forum Clodii, stazione di traffici commerciali
con Roma. Forum Clodii divenne sede di diocesi e restò vitale fino
al VI secolo d.C. allorché i suoi abitanti furono costretti ad abbandonarla
davanti alle invasioni barbariche e a rifugiarsi nella più difendibile
Monterano. Quest'ultima fu restaurata e munita di fortificazioni
e divenne sede vescovile finchè, intorno l'anno 1000, la sede non
fu trasferita Sutri. Dal secolo
XI Monterano appartenne ai Prefetti di Vico. Nel 1492 fu acquistato
dagli Orsini di Bracciano e poco più tardi si verificò il fenomeno
di immigrazione dei coloni toscani e umbri i quali costituirono
i nuovi insediamenti di Canale Monterano e Montevirginio. Nel 1671
il feudo fu acquistato dagli Altieri che vollero migliorarne le
condizioni e pertanto ne affidarono la sistemazione a Gian Lorenzo
Bernini. Questi progettò la Chiesa ed il Convento di San Bonaventura,
ristrutturò la facciata del palazzo patronale e vi "appoggiò
una mostra d'acqua". 
Ma l'epoca d'oro degli
Altieri e del loro pontefice Clemente X (1670-1676) stava
tramontando, tanto che nel XVIII secolo si dovette assistere alla
definitiva decadenza di Monterano. Ne fu causa il graduale abbandono
dei campi, che si trasformarono in acquitrini, con conseguente diffusione
della malaria, e la crisi economica dell'intero stato pontificio.
Poi i rivolgimenti dell'epoca napoleonica. Il colpo di grazia al
vecchio paese fu inferto dalle truppe francesi che finirono di distruggerlo.
Gli abitanti fuggirono rifugiandosi a Canale e a Montevirginio.
Itinerario
di visita
Restano in piedi, tra
una fitta vegetazione, le imponenti arcate dell'acquedotto, le rovine
della Chiesetta di San Rocco, alcune parti del Palazzo feudale,
con la berniniana fontana del Leone (la statua del leone originale
si trova nel Municipio di Canale), il campanile della Cattedrale
di Santa Maria, eretta quando Monterano era sede di diocesi e i
resti di alcune abitazioni, spesso costruite sopra tombe etrusche.
E' di grande effetto scenografico il pianoro, in fondo al quale
si erge la diruta Chiesa di San Bonaventura (1677-79), che
ha una pianta a croce greca e la facciata ornata da quattro pilastri
dorici che sostengono un timpano triangolare. Sono ancora in piedi
alcune mura del convento.
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