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Anagni
Di
origine romana (fu fondata nel 306 a.C.), divenne libero comune
nel sec. XII. Nel 1160 vi si svolse il concilio di Anagni, nel corso
del quale papa Alessandro III scomunicò Federico Barbarossa.
Anagni inoltre
è rimasta famosa nella storia per lo schiaffo di Guglielmo
di Nogaret a papa Bonifacio VIII. Lo schiaffo di Anagni fu un episodio
accaduto nel 1303 che ebbe come protagonista il pontefice Bonifacio
VIII e i francesi di Filippo IV il Bello al comando del cancelliere
di quest'ultimo, Guglielmo di Nogaret. All'origine era una disputa
tra Filippo IV e Bonifacio concernente il diritto dello Stato di
imporre tasse al clero e l'obbligo dei religiosi incriminati di
sottostare alla giurisdizione del re.
La disputa degenerò
a causa del carattere dispotico dei contendenti: Filippo il Bello,
in un'assemblea di maggiorenti, fece accusare il papa di eresia
e chiese la convocazione del concilio generale; il papa, dal canto
suo, scomunicò il re. All'alba del 7 settembre 1303 le truppe
francesi di Nogaret irruppero in Anagni dopo aver corrotto i capi
delle truppe papali e issarono il vessillo papale a significare
che Bonifacio non era più papa. Quindi si recarono negli
appartamenti del pontefice e lo fecero prigioniero, con l'intenzione
di portarlo in Francia.
La leggenda
vuole che di fronte al risoluto atteggiamento papale uno dei partigiani
del re, Sciarra Colonna, abbia colpito con il guanto di ferro dell'armatura
il volto di Bonifacio VIII: un episodio mai appurato con certezza.
Il popolo di Anagni liberò il papa e i francesi furono costretti
a lasciare la città. Bonifacio VIII fece ritorno a Roma ma,
ferito nell'orgoglio, morì poco dopo.
Fra i numerosi
monumenti pregevoli sono il duomo in stile romanico-gotico del sec.
XIII, il Palazzo comunale e i resti del palazzo di Bonifacio VIII.
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