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Vetralla
Itinerario di
visita : Si entra per un breve viale a platani e si sbocca nell'alberata
Piazza Marconi, dove si trova una antica fontana a fuso del periodo
medioevale.
Chiesa di
San Francesco : E' la più antica chiesa del comune. La
cripta risale all'VIII sec. e all'origine era chiamata S. Maria
in Valle Cajano. Più tardi, sul finire del XII sec. fu ampliata
e assunse l'aspetto attuale. Il conte Giovanni di Vico, prefetto
di Roma, nel 1400 ottenne dal Papa il permesso di chiamare per officiare
la chiesa i frati francescani, che vi posero stabile residenza in
un conventino adiacente. Negli anni successivi con altri lavori
eseguiti, i frati fecero affrescare le pareti della chiesa con episodi
della vita di San Francesco che per la bellezza e sequenza narrativa
sono secondi solo a quelli di Assisi. Nel 1493, sul sagrato di questa
chiesa avvenne una sollevazione popolare detta i Vespri Vetrallesi.
A determinarla fu un oltraggioso comportamento di due cavalieri
del cardinale Sant'Angelo che mancarono di rispetto a una bella
popolana che usciva di chiesa dopo lo messa domenicale. I due insolenti
furono trucidati dagli uomini presenti e lo sollevazione si propagò
in tutto il paese. La chiesa è stata dichiarata monumento
nazionale, è una costruzione romanica risalente all'XI sec.,
dall'elegante portale cosmatesco con lunetta finemente decorata.
Nell'interno a tre navate, divise da colonne sormontate da ricchi
capitelli di libera interpretazione corinzia, resti del bellissimo
pavimento musivo; nel presbiterio, a destra dell'altare maggiore,
il cui paliotto è decorato da un pregevole mosaico cosmatesco,
monumento sepolcrale di Briobris, opera di Paolo Romano risalente
agli inizi del XV sec. Nei sott'archi del presbiterio e dell'arco
trionfale e nell'abside resti di affreschi trecenteschi; nelle 4
nicchie delle navate laterali affreschi del XV sec. Nella parete
d'ambito della navata centrale e nel presbiterio numerosi affreschi
del XVI e XVII sec. Pregevole lo cripta triabsidata a sei navate,
completamente scavata nel masso, con volte a crociera sorrette da
colonne composte con frammenti classici e sormontate da bei capitelli
alcuni dei quali arcaici.
Il Duomo
: Costruzione del XVIII secolo su preesistente edificio, il cui
interno, ad aula, conserva alcune tele che costituiscono una vera
galleria della pittura romana settecentesca. Nella seconda cappella
a destra Madonna e Santi, presso l'altare maggiore cantoria e organo
barocchi e pala del Muratori con lo Crocifissione di S. Andrea;
al terzo altare a sinistra Madonna Avvocato, pregevole tavola presunta
dell'XI sec. sormontata da una grande tela del Muratori con l'Immacolata;
nella seconda cappella Battista e Santi del Triga e, nella prima,
Trasfigurazione del Benefial.
L'Immacolata
Concezione : Particolare venerazione nei vetrallesi riveste
il culto per l'Immacolata Concezione, la statua di legno brunito,
perfetta nei suoi lineamenti e di pregevole fattura che il visitatore
scorge dentro lo nicchia dorata nella navata di destra della Collegiata
di S. Andrea Apostolo, chiesa edificata nel secondo decennio del
XVII sec. e consacrata dal vescovo Sermattei. Nonostante poche e
confuse siano le notizie sulla provenienza e sulla storia dell'immagine
della Vergine, la grande devozione è legata a due fatti in
cui il popolo di Vetralla invocò il suo aiuto: nel gennaio
1703 quando la regione fu devastata dal terremoto e nell'autunno
del 1855 quando anche Vetralla fu colpita dal flagello del colera.
In seguito al terremoto che risparmiò l'abitato vetrallese,
il 9 febbraio 1703 furono consegnate alla Madonna le chiavi della
città sulle quali sono incise le iniziali delle parole "Il
Municipio di Vetralla alla Patrono Immacolata Concezione".
Cessato il colera che provocò numerose vittime, per lo prima
volta il Simulacro della Vergine fu calato dall'altare e in segno
di ringraziamento, ottenuto il decreto del Capitolo di San Pietro
il 26 maggio 1905, il Papa Pio X ne ordinò l'incoronazione,
avvenuta nel settembre dello stesso anno.
Madonna della
Folgore (s.p. Blerana Km. 3,200) : In contrada Pietrara, nel
cuore del bosco denominato "Le Valli", si trova lo Chiesetta
della Madonna della Folgore. La cronaca narra che il 10 luglio 1955
il VI Squadrone del Reggimento Lancieri di Montebello si era accampato
in questo bosco e il maresciallo Luigi Buonanno fu incaricato della
sistemazione dell'accampamento. Fu allora che il maresciallo, aiutato
da alcuni uomini, intagliò un tufo per collocarvi una immagine
della Madonna. La Madonna del Bosco fu chiamata fin dal primo giorno
e posta all'ingresso del campo militare. Il 4 agosto 1955, finito
il campo, dopo aver tolto il materiale, il maresciallo Buonanno,
d'accordo con il Comandante di Squadrone, decise di lasciare nel
bosco l'immagine sacra, affinché proteggesse gli abitanti
delle contrade vicine e di Vetralla tutta. Mentre i militari si
accingevano a lasciate il bosco, improvvisamente il cielo cominciò
a oscurarsi e, poco dopo, scoppiò un fortissimo temporale,
cosicché molti Lancieri insieme al maresciallo Buonanno e
ad alcuni ufficiali cercarono rifugio sotto una guercia. A un tratto
i militari udirono una forte deflagrazione, e videro molto fumo
della cui origine gli uomini non si resero ben conto. Passato il
temporale, videro con grande meraviglia di tutti, che lo grande
quercia dove erano riparati era stata colpita da un fulmine, ma
ciò che è da notare è che i circa 50 uomini
tra ufficiali, sottufficiali e Lancieri non subirono alcun danno.
Subito dopo il temporale, sapendo che nel bosco vi erano ancora
soldati, accorse gente che aveva udito lo caduta del fulmine, per
vedere cosa fosse accaduto. Vedendo la quercia spaccata e bruciata,
e i soldati sani e salvi, si avvicinarono alla Madonnina e inginocchiandosi
pregarono per ringraziarla. Dopo questi fatti, si formarono dei
comitati, che costruirono dapprima una piccola cappella, poi una
grande chiesa per permettere a tutti i fedeli di pregare lo Madonna
della Folgore. Attualmente lo ricorrenza festiva della Madonna della
Folgore, si ripete ogni anno nell'ultima domenica di giugno.
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