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Capranica

Per le sue origini troviamo tracce d'insediamenti villanoviani a poca distanza dal paese in località Castellaccio. In evidenza resti di mura di difesa e di edifici adibiti a culto, due rozze fontane scavate nel tufo, segni di cisterne, spezzoni di tegole e antefisse, tombe. Intorno all'anno mille un gruppo di caprari, provenienti da un vicino villaggio, scelsero questo luogo per la sicurezza e la salubrità e vi costruiscono il paese. Inizialmente lo chiamarono "Capralica" da Caprae ilex" (elce delle capre) ed in seguito "Capranica".

Grazie alla sua posizione lungo la consolare Cassia, Capranica fu un centro importante in epoca romana. Il suo territorio segnava il limite del primitivo nucleo del Patrimonio di San Pietro e della potente famiglia degli Anguillara che ne furono signori dalla prima metà del secolo XIII fino alla seconda metà del secolo XV, tranne una breve parentesi in cui il castello venne occupato dai Di Vico. In particolare deve essere ricordata la signoria di Orso, esaltato dal Gregorovius come "amico delle muse e colto mecenate del Petrarca". Il cantore fu ospite infatti di Orso e della moglie Agnese Colonna, nel 1341, in attesa di essere incoronato poeta in Campidoglio proprio dal suo stesso ospite.

Con il dispotico governo di Everso II, definito "uomo violento", temuto in tutta l'Etruria, nel secolo successivo termina il potere degli Anguillara. Egli sostenne una lunga e aspra contesa con il Papato, tanto che i cittadini di Capranica ne approfittarono e con una sommossa popolare si ribellarono al dominio del tiranno e proclamarono il libero Comune nel 1465. Con Capranica il ramo degli Orsini di Anguillara perse anche gli altri possedimenti, tra cui anche lo cittadina dalla quale prendevano il nome. Da quel momento finì il periodo più tormentato della storia di Capranica, che divenne tranquillo possesso della Camera Apostolica, fino all'unione dell'Italia.

Itinerario di visita : Il centro storico del paese è racchiuso entro l'abbraccio del vecchio castello degli Anguillara di cui, oggi, rimane ben poco. Si entra dalla Porta del Ponte sovrastata da un grande orologio sotto una torretta campanaria. Una volta dentro si girovaga tra le viuzze che si intrecciano, si scontrano, si accavallano con strane articolazioni simili ad un labirinto. Tra archi, scalette, parapetti, slarghi, vicoli bui e illuminati, vecchie casupole, due chiesette e molti negozi, si giunge in fondo alla via che ci apre lo vista su un insolito mare di boschi e di verde.

Chiesa di San Francesco : Eretta nel XII sec. e ampliata, nella parte posteriore nel XV sec.; nell'interno affreschi del XVI-XVII sec. e sepolcro dei fratelli Anguillara, pregevole opera in forme gotiche degli inizi del Quattrocento attribuita a Paolo Romano. Di fronte al sagrato, un elegante portale romanico finemente scolpito, proveniente dalla Collegiata, decora l'ingresso dell'attuale ospedale. San Giovanni collegiata di origine romanica completamente ricostruita, che conserva il primitivo campanile a cuspide. Nell'interno, nel primo altare a destra, pregevole crocifisso ligneo del Cinquecento e nel secondo, tabernacolo marmoreo del XV-XVI secolo.

Chiesa di Santa Maria :Completamente ricostruita; nella navata sinistra, presso l'ingresso, resto di affresco duecentesco del primitivo edificio, al terzo altare Salvatore benedicente stupenda tavola risalente al XII-XIII sec.; in fondo trittico del XV-XVI sec. con San Terenziano, S. Rocco e S. Sebastiano adorato da un devoto. Nel presbiterio, a sinistra, pregevole tabernacolo del quattrocentesco.

Capranica è in provincia di Viterbo dal quale dista 26 chilometri, e si trova a circa 50 chilometri da Roma, ad un'altitudine di 400 metri, tra castagni, olmi, noccioleti, oleandri, ginestre e mimose

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